
Il Senato ha approvato con 80 voti favorevoli il disegno di legge sulla caccia che introduce nuove disposizioni in materia di tutela della fauna selvatica e attività venatoria. Il provvedimento, destinato ora all’esame della Camera dei deputati, ha immediatamente acceso un duro confronto politico, dividendo maggioranza e opposizioni e suscitando la protesta delle principali associazioni ambientaliste.
Secondo i sostenitori della riforma, il testo mira a garantire un migliore equilibrio tra la tutela della biodiversità, il controllo delle specie selvatiche e le esigenze delle attività umane, soprattutto in quei territori dove la presenza incontrollata di alcuni animali provoca danni all’agricoltura e problemi di sicurezza.
Di tutt’altro avviso le forze di opposizione, che hanno definito il provvedimento una legge “sparatutto”. Tra i critici più severi c’è il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervenuto durante il sit-in organizzato da Lipu, Wwf, Lav, Enpa, Lac e Legambiente. L’ex premier ha sostenuto che il disegno di legge contrasti con i principi sanciti dall’articolo 9 della Costituzione, modificato negli ultimi anni per rafforzare la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.
Conte ha annunciato un’opposizione ferma e determinata, assicurando che il Movimento 5 Stelle continuerà a contrastare il provvedimento in Parlamento e promettendo, in caso di ritorno al governo, di intervenire per ristabilire quello che ha definito il nuovo ordine costituzionale.
Anche Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha espresso una netta contrarietà, definendo il ddl una vergogna e un grave passo indietro sul piano culturale e ambientale. Secondo Bonelli, la proposta rischia di compromettere la tutela del patrimonio naturale italiano e appare in contrasto con i principi costituzionali.
Tra le principali novità introdotte dal testo figurano la ridefinizione delle competenze regionali nella pianificazione faunistico-venatoria, la possibilità per i cacciatori di praticare diverse forme di caccia senza doverne scegliere una sola e una maggiore flessibilità nella definizione dei calendari venatori.
Il disegno di legge prevede inoltre l’esclusione del lupo dall’elenco delle specie particolarmente protette in riferimento alla normativa europea, l’inserimento dell’oca selvatica e del piccione di città tra le specie cacciabili e il riconoscimento su tutto il territorio nazionale dell’abilitazione al prelievo selettivo degli ungulati.
Particolare attenzione viene dedicata anche al controllo della fauna selvatica, con il coinvolgimento di un numero maggiore di soggetti nelle attività di contenimento, soprattutto per quanto riguarda il cinghiale. Il testo introduce inoltre modifiche al sistema sanzionatorio, con l’aumento di alcune ammende e nuove ipotesi di sospensione del tesserino venatorio. Un provvedimento destinato a far discutere ancora a lungo nel dibattito politico e ambientale italiano.