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“Tranquility Base” torna a casa: il film di Lorenzo Pedrotti protagonista al Teatro Arlecchino

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Una storia nata tra le colline dell’Oltrepò Pavese, costruita con passione, amicizie e un forte legame con il territorio, arriva finalmente davanti al pubblico di casa. Giovedì 11 giugno alle ore 21 il Teatro Arlecchino di Voghera ospiterà la proiezione di Tranquility Base, il lungometraggio scritto, diretto, interpretato e prodotto dal regista vogherese Lorenzo Pedrotti. Al termine della visione sarà possibile partecipare a un incontro con l’autore, che racconterà al pubblico il percorso creativo e produttivo che ha dato vita all’opera.
Il film è stato realizzato tra Voghera e la Valle Staffora, trasformando paesaggi, strade e scorci dell’Oltrepò in elementi centrali della narrazione. Accanto ad attori professionisti hanno partecipato anche amici, parenti e abitanti della zona, contribuendo a rendere il racconto ancora più autentico e radicato nel territorio.
Nel cast spiccano nomi importanti del cinema italiano contemporaneo come Fabrizio Ferracane e Yile Yara Vianello, affiancati da numerosi volti locali. Per Pedrotti, nato e cresciuto a Voghera, il film rappresenta anche un percorso personale. Dopo gli studi teatrali a Milano e oltre dieci anni trascorsi a Roma lavorando tra cinema e televisione, nel 2021 ha scelto di cambiare vita e tornare nella casa di famiglia a Casa Cucchi, nei pressi di Ponte Nizza.
Durante quel periodo lontano dai set, dedicato al restauro di antiche porte e alla falegnameria, è maturata l’idea che avrebbe dato origine a Tranquility Base. L’ispirazione è arrivata da alcune testimonianze di persone convinte di avere avvistato Ufo o incontrato extraterrestri. Più che accertare la veridicità di questi racconti, Pedrotti si è interrogato sulle ragioni profonde che spingono qualcuno a narrarli.
Da questa riflessione nasce il protagonista del film, un giovane che si sente estraneo al mondo che lo circonda e che intraprende un viaggio alla ricerca di un uomo convinto di essere stato rapito dagli alieni negli anni Settanta. Gli extraterrestri, però, non compaiono mai sullo schermo. Il vero tema dell’opera è il senso di smarrimento e di diversità che molte persone sperimentano nella propria vita.
La produzione del film ha rappresentato una sfida importante. Pedrotti ha ricoperto contemporaneamente i ruoli di sceneggiatore, regista, attore, produttore e distributore, lavorando con una troupe ridotta a sole quattro persone. Le riprese, effettuate tra novembre 2024 e febbraio 2025, hanno cercato volutamente atmosfere caratterizzate da nebbia, freddo e cieli grigi, trasformando Voghera in una città sospesa e malinconica e facendo della Valle Staffora il cuore visivo della storia.
Tra le location più significative spicca Casa Cucchi, luogo caro al regista fin dall’infanzia. La collina di roccia bianca presente nella locandina diventa uno dei simboli più forti del film e del rapporto tra Pedrotti e la sua terra. Anche il titolo richiama una doppia dimensione: da un lato il celebre messaggio dell’Apollo 11 dopo l’allunaggio, dall’altro la ricerca personale di un luogo interiore in cui trovare serenità ed equilibrio.
Dopo l’anteprima mondiale in India e la partecipazione al Milano Film Fest, Tranquility Base torna dunque nel luogo dove tutto è iniziato, pronto a condividere con il pubblico vogherese una storia che parla di appartenenza, ricerca di sé e legame con il territorio.