Cronaca

Caldo record nel Pavese, Coldiretti lancia l’allarme sull’acqua e sul futuro dell’agricoltura

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L’arrivo improvviso di temperature eccezionalmente elevate sta mettendo sotto pressione il territorio pavese proprio nel momento più delicato per il mondo agricolo. Dopo le piogge e i temporali che hanno caratterizzato le scorse settimane, la provincia si trova ora a fare i conti con un’ondata di caldo anomalo che ha portato i valori termici fino a 6-7 gradi sopra le medie stagionali. Una situazione che preoccupa agricoltori e operatori del settore, soprattutto perché coincide con l’avvio della stagione irrigua, fondamentale per garantire la produttività delle colture e in particolare delle risaie, simbolo dell’economia agricola locale.
A lanciare l’allarme è Coldiretti Pavia, che invita istituzioni e amministratori a considerare il cambiamento climatico come una sfida strutturale e non più come un’emergenza occasionale. Secondo la presidente Silvia Garavaglia, i modelli di gestione delle risorse idriche adottati fino a oggi non sono più adeguati a rispondere alle nuove condizioni meteorologiche, caratterizzate da lunghi periodi di siccità alternati a precipitazioni intense e concentrate in poche ore.
La disponibilità di acqua rappresenta ormai un elemento strategico non soltanto per la sopravvivenza delle aziende agricole, ma per l’intero equilibrio ambientale ed economico del territorio. Per questo Coldiretti sottolinea la necessità di adottare una nuova visione nella gestione delle risorse idriche, puntando sulla capacità di trattenere l’acqua quando è disponibile e conservarla per i momenti di maggiore necessità.

Il Pavese dispone di una rete irrigua storica tra le più importanti d’Europa, composta da canali e infrastrutture che per secoli hanno sostenuto l’agricoltura locale. Tuttavia, secondo l’associazione agricola, questi sistemi devono oggi essere aggiornati e resi più efficienti per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici. L’obiettivo è evitare che grandi quantità d’acqua vengano disperse rapidamente verso il mare, favorendo invece forme di accumulo e stoccaggio che possano garantire una maggiore sicurezza durante i periodi di scarsità.
Nelle campagne resta ancora vivo il ricordo della grave siccità del 2022, che provocò danni significativi alle produzioni agricole e pesanti perdite economiche. Oggi le imprese si trovano inoltre a fronteggiare l’aumento dei costi di produzione, dall’energia ai fertilizzanti, con margini sempre più ridotti. In questo contesto, eventuali nuovi stress idrici potrebbero compromettere ulteriormente la sostenibilità economica di molte aziende.

Tra le richieste avanzate da Coldiretti vi è anche l’introduzione di incentivi economici per sostenere pratiche agricole considerate utili per l’intera collettività. La semina in sommersione delle risaie, ad esempio, non contribuisce soltanto alla produzione agricola, ma favorisce la ricarica delle falde acquifere, tutela gli ecosistemi umidi e sostiene la biodiversità. Benefici ambientali che, secondo l’organizzazione, meritano un adeguato riconoscimento economico.
Accanto alla gestione dell’acqua, un ruolo centrale sarà svolto dall’innovazione. Le aziende agricole del territorio guardano con interesse alle Tecniche di Evoluzione Assistita, strumenti che consentono di sviluppare varietà vegetali più resistenti alle alte temperature e alla carenza idrica. L’obiettivo è costruire un’agricoltura più resiliente e capace di affrontare le sfide climatiche dei prossimi decenni.

Per Coldiretti il futuro passa dunque attraverso una nuova cultura dell’acqua, fondata sulla consapevolezza che questa risorsa non è inesauribile. Conservare, utilizzare in modo efficiente e valorizzare ogni goccia disponibile rappresenta la chiave per garantire la tutela dell’ambiente, la competitività delle imprese agricole e la salvaguardia delle eccellenze produttive che rendono il Pavese uno dei territori agricoli più importanti d’Italia.