
Ancora una giornata difficile per i pendolari della linea ferroviaria S13, una delle più utilizzate dai cittadini di Pavia e del territorio circostante per raggiungere Milano. Il convoglio partito da Pavia alle 7.39 si è infatti trasformato in un vero e proprio caso di sovraffollamento, provocando proteste e disagi tra i viaggiatori costretti a spostarsi quotidianamente per lavoro o studio.
Il treno, a causa di un problema tecnico, è partito con soli tre vagoni invece della composizione prevista. Una riduzione significativa che ha immediatamente creato forti criticità, soprattutto nelle ore di punta del mattino, quando centinaia di pendolari utilizzano il servizio ferroviario per raggiungere il capoluogo lombardo.
A denunciare l’accaduto è stata Emilia Furno, referente del comitato Parcheggio sbagliato S13 Certosa di Pavia, che da tempo raccoglie le segnalazioni dei viaggiatori e chiede un miglioramento del servizio. Secondo quanto riferito, già dopo le prime fermate il treno risultava completamente pieno, con numerosi passeggeri costretti a viaggiare in piedi in condizioni particolarmente difficili.
La situazione è peggiorata ulteriormente alla stazione di Locate Triulzi, dove il personale di bordo ha incontrato notevoli difficoltà nel consentire la salita dei viaggiatori. Il sovraffollamento ha provocato una lunga sosta in stazione e il conseguente accumulo di ritardo rispetto all’orario previsto.
Molti pendolari hanno descritto il convoglio come un “carro bestiame”, evidenziando non solo il disagio legato alla mancanza di spazio, ma anche il caldo soffocante che ha reso il viaggio ancora più pesante. In piena estate, infatti, affrontare spostamenti in condizioni di forte affollamento rappresenta un problema non soltanto di comfort, ma anche di sicurezza.
Trenord ha informato i passeggeri del disservizio attraverso la propria applicazione, spiegando che la riduzione dei posti disponibili era dovuta a un guasto tecnico. Tuttavia, per molti utenti si tratta soltanto dell’ennesimo episodio di una lunga serie di ritardi, cancellazioni e inconvenienti che da anni caratterizzano il servizio ferroviario regionale.
Le associazioni dei pendolari denunciano da tempo una qualità del servizio insufficiente, lamentando una scarsa puntualità e frequenti problemi organizzativi. Anche i dati relativi al 2024 confermano queste criticità: gli indicatori di efficienza e regolarità di Trenord risultano infatti inferiori agli obiettivi fissati dal contratto di servizio stipulato con Regione Lombardia.
Una situazione che ha già comportato l’applicazione di penali economiche nei confronti dell’azienda, ma che non sembra ancora aver prodotto miglioramenti concreti per chi ogni giorno affida ai treni regionali i propri spostamenti. I pendolari chiedono ora interventi rapidi ed efficaci affinché episodi come quello registrato sulla S13 non si ripetano più.