
Clima di forte tensione e crescente preoccupazione tra i dipendenti della società che gestisce l’appalto della logistica di Poste a Vidigulfo. Dopo l’annuncio della cessazione delle attività prevista per il prossimo ottobre, una ventina di lavoratori iscritti alla Cisl ha proclamato lo stato di agitazione per chiedere maggiori garanzie sul proprio futuro occupazionale e una maggiore trasparenza nelle trattative in corso.
La situazione coinvolge complessivamente 142 addetti impiegati nel polo logistico, per i quali nelle scorse settimane è stato annunciato il licenziamento. Da quel momento sono iniziati gli incontri tra azienda e organizzazioni sindacali con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni, tra cui percorsi di uscita volontaria e accordi conciliativi. Tuttavia, mentre per molti lavoratori iscritti ad altre sigle sindacali le trattative sembrano essere giunte a una fase avanzata, per gli aderenti alla Cisl il confronto appare ancora lontano da una conclusione.
Secondo quanto riferito dagli stessi lavoratori, su un gruppo di 32 iscritti soltanto una decina ha ottenuto un appuntamento per avviare una procedura di conciliazione. Per gli altri, invece, non sarebbero arrivate indicazioni concrete né rassicurazioni sul percorso che li attende nei prossimi mesi. Una situazione che alimenta il malcontento e accresce il senso di incertezza tra coloro che vedono avvicinarsi la chiusura definitiva dello stabilimento.
Le rappresentanze sindacali denunciano una gestione poco chiara delle relazioni con i lavoratori e sostengono di essere state escluse dalle fasi decisive della trattativa. Le Rsu spiegano di essersi attivate fin da subito per aprire un confronto con l’azienda e individuare possibili soluzioni condivise, ma lamentano di essere rimaste ai margini del negoziato senza spiegazioni convincenti.
A rendere ancora più difficile il quadro è la mancanza di informazioni precise sulle prospettive future dei dipendenti coinvolti. Molti lavoratori, infatti, non sanno ancora se potranno accedere a percorsi di uscita concordata o se verranno individuate altre opportunità occupazionali. L’unica certezza, al momento, resta la chiusura del sito logistico e la conseguente perdita dei posti di lavoro.
A sottolineare il disagio è anche Gaetano Di Capua della Cisl, che denuncia una totale assenza di trasparenza da parte della società. Pur riconoscendo il risultato ottenuto con le prime dieci conciliazioni, il sindacalista evidenzia come il malumore resti elevato proprio a causa delle poche informazioni fornite ai lavoratori e dell’incertezza che continua a caratterizzare l’intera vicenda.
Ora l’attenzione è rivolta alla prossima convocazione in prefettura, annunciata per la settimana prossima. L’incontro potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per chiarire il futuro dei dipendenti ancora in attesa di risposte e per cercare di riportare il confronto all’interno di un quadro condiviso di regole e tutele. Nel frattempo, la protesta continua e la preoccupazione tra i lavoratori resta alta.