
Il territorio pavese possiede tutte le caratteristiche per diventare uno dei poli più innovativi d’Italia, ma per raggiungere questo obiettivo dovrà affrontare alcune criticità che ne frenano la crescita. È il messaggio emerso durante “Your Next Pavia”, l’assise 2026 di Assolombarda Pavia ospitata all’Innovation Center “Giulio Natta” di Simbiosi a Giussago, dove istituzioni, imprese e mondo della ricerca si sono confrontati sulle prospettive di sviluppo del territorio.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, che ha sottolineato come la provincia disponga di tutti gli ingredienti necessari per costruire un ecosistema competitivo fondato su innovazione, ricerca e competenze. Una visione che trova conferma anche nei dati contenuti nel primo rapporto sull’ecosistema dell’innovazione di Pavia, illustrato da Valeria Negri, direttrice del Centro Studi di Assolombarda.
L’analisi evidenzia tuttavia una crescita economica inferiore rispetto alla media regionale. Tra il 2019 e il 2025 il Pil lombardo è aumentato dell’8,9%, mentre quello pavese si è fermato al 6,9%. Anche le previsioni per il 2026 mostrano un andamento più contenuto rispetto alla Lombardia. Un divario che, secondo gli esperti, rischia di consolidarsi nel tempo se non verranno adottate strategie capaci di rafforzare la competitività del territorio.
Dallo studio emerge inoltre una realtà provinciale a più velocità. Il Pavese e l’Oltrepò mostrano una buona capacità di tenuta grazie al contributo di comparti come farmaceutica, alimentare, meccanica ed energia. Più complessa appare invece la situazione della Lomellina, dove le difficoltà della metallurgia, del commercio e della filiera della calzatura continuano a pesare sul sistema economico locale.
Uno dei punti di forza più evidenti della provincia resta il patrimonio di conoscenze rappresentato dagli oltre 30 mila studenti iscritti all’Università di Pavia e allo Iuss, un numero cresciuto sensibilmente negli ultimi anni. Tuttavia, gran parte di questo capitale umano non riesce a tradursi in un vantaggio stabile per il territorio, poiché molti laureati scelgono di trasferirsi altrove per lavorare e costruire il proprio futuro professionale.
Pavia può contare anche su un’importante capacità di attrarre fondi europei destinati all’innovazione, seconda in Lombardia soltanto a Milano. Restano però da colmare ritardi significativi sul fronte delle infrastrutture digitali e della capacità brevettuale, ancora limitata rispetto al potenziale espresso dal sistema della ricerca.
Secondo Assolombarda, le maggiori opportunità di rilancio passano attraverso filiere strategiche come le scienze della vita, l’agribusiness e la microelettronica. Proprio il rafforzamento del Distretto della Microelettronica, insieme ai risultati della prima Pavia Innovation Week e al progetto Fostering Chips, rappresenta uno dei segnali più incoraggianti per il futuro. Per Biffi, innovazione, apertura internazionale e valorizzazione delle competenze sono le leve fondamentali per trasformare il potenziale del territorio in una crescita concreta e duratura.