Ha seguito alcune delle più importanti vicende giudiziarie italiane, dai grandi delitti che hanno segnato l’opinione pubblica ai processi che per anni hanno monopolizzato televisioni, giornali e dibattiti. Gabriele Moroni è uno dei cronisti di nera più autorevoli del panorama italiano, testimone diretto di un giornalismo costruito sulle fonti, sui tribunali e sul lavoro sul campo.
In questa intervista realizzata per Radio Pavia, Moroni riflette sul caso di Chiara Poggi e sulla vicenda di Garlasco, ancora oggi capace di alimentare interesse, dubbi e attenzione mediatica a quasi vent’anni dai fatti. Un confronto che diventa anche l’occasione per analizzare l’evoluzione della cronaca giudiziaria nell’epoca dei talk show, dei podcast, delle docuserie e dei social network, tra il rischio di processi paralleli, la velocità del web e la necessità di mantenere saldo il confine tra informazione e spettacolarizzazione.
Moroni difende il valore del cronista “vecchia scuola”, capace di raccontare i fatti senza piegarli alle emozioni o alle derive colpevoliste e innocentiste, rivendicando il ruolo centrale della verifica delle fonti e dell’esperienza sul campo anche nell’era dell’intelligenza artificiale.
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