
L’Università di Pavia conferma risultati positivi sul fronte dell’occupazione dei propri laureati magistrali, con dati che evidenziano un progressivo miglioramento rispetto agli anni precedenti. Secondo l’ultimo rapporto Almalaurea, a un anno dal conseguimento della laurea magistrale biennale o a ciclo unico, risulta occupato l’83,5% dei laureati dell’ateneo pavese. Si tratta di un dato in crescita rispetto all’indagine pubblicata nel 2025, quando il tasso di occupazione era pari all’82,2%, a conferma di un trend favorevole nell’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.
La percentuale registrata a Pavia supera la media nazionale, che si attesta all’80,8%, pur rimanendo leggermente inferiore a quella lombarda, pari all’84,9%. Buoni risultati emergono anche per i laureati triennali che decidono di non proseguire gli studi con una laurea specialistica: in questo caso il tasso di occupazione raggiunge l’85%, sostanzialmente in linea con il dato regionale.
Particolarmente significativo è il quadro che emerge a cinque anni dal conseguimento del titolo. Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello sale infatti al 95,3%, superando la media italiana del 94,4%. Nel dettaglio, il dato raggiunge il 94,8% per i magistrali biennali e il 96,6% per i laureati dei corsi a ciclo unico.
Anche sul piano delle retribuzioni l’Università di Pavia mostra performance superiori alle medie nazionali e regionali. A un anno dalla laurea, lo stipendio medio netto mensile dei laureati magistrali è pari a 1.544 euro, contro i 1.495 euro della media italiana e i 1.534 euro della media lombarda. Con il passare degli anni, la situazione economica migliora ulteriormente: a cinque anni dal titolo la retribuzione media raggiunge i 2.001 euro netti al mese, superando sia la media nazionale di 1.903 euro sia quella lombarda di 1.967 euro.
Permane tuttavia una certa precarietà nelle prime fasi della carriera lavorativa. A un anno dalla laurea, soltanto il 24,1% degli occupati dispone di un contratto a tempo indeterminato, mentre il 20,2% lavora con un contratto a termine. Il lavoro autonomo coinvolge il 7,1% degli occupati e il part-time interessa il 12% dei lavoratori. La situazione cambia sensibilmente nel medio periodo: a cinque anni dalla laurea, i contratti a tempo indeterminato salgono al 56,6%, mentre quelli a tempo determinato scendono al 12,3%.
L’analisi dei settori di impiego evidenzia inoltre una netta prevalenza del comparto dei servizi, che assorbe il 77,2% degli occupati, mentre il 22% trova impiego nell’industria. Dal punto di vista territoriale, il 66,1% dei laureati lavora in Lombardia, il 23,9% in altre regioni italiane e il 9,3% ha scelto di costruire la propria carriera all’estero. Numeri che confermano la capacità dell’Università di Pavia di formare professionisti competitivi e richiesti dal mercato del lavoro, con prospettive occupazionali e retributive in costante miglioramento.