Mario Venditti, già procuratore capo a Pavia e oggi in pensione, ha rassegnato le dimissioni dagli incarichi di presidente e consigliere d’amministrazione del Casinò di Campione d’Italia. Una scelta che arriva mentre la Procura di Brescia lo indaga per corruzione in atti giudiziari, nell’ambito di un’ipotesi collegata al delitto di Garlasco.
La società che gestisce la casa da gioco, informata ufficiosamente, ha fatto sapere di prendere atto della decisione, ribadendo la totale estraneità dell’ente alle contestazioni giudiziarie e sottolineando che Venditti, fino a oggi, ha esercitato il proprio ruolo “con correttezza e competenza”.
Il suo legale, l’avvocato Domenico Aiello, ha annunciato la presentazione di un ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere l’annullamento della perquisizione e del sequestro eseguiti la scorsa settimana.
L’accusa e il ruolo di Andrea Sempio
Secondo l’ipotesi investigativa riportata da Today.it, l’ex magistrato avrebbe ricevuto tra i 20 e i 30 mila euro per favorire Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi. La posizione di Sempio fu più volte archiviata, ma oggi il giovane è nuovamente indagato per l’omicidio della ragazza di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007.
Venditti respinge con decisione ogni addebito e ribadisce la propria innocenza.
Le perquisizioni e i nuovi indizi
Le perquisizioni di venerdì scorso, documentate anche dal Tg1, mirano a verificare se i familiari di Sempio abbiano effettivamente versato denaro per ottenere l’archiviazione del fascicolo che lo riguardava nel 2017.
A far scattare i sospetti sarebbero state vecchie intercettazioni e, soprattutto, un appunto su un taccuino riportante la scritta: “Venditti/gip archivia x 20-30 euro”. Il documento, datato febbraio 2016, è stato provvisoriamente attribuito a Giuseppe Sempio, padre di Andrea.
Il difensore di quest’ultimo, l’avvocato Massimo Lovati, ha tuttavia precisato che i cosiddetti “pizzini” dovranno essere sottoposti a perizia calligrafica per accertarne l’autenticità.
L’intercettazione alla vigilia dell’interrogatorio
Nel decreto di perquisizione firmato dalla pm Claudia Moregola e dal procuratore Francesco Prete, viene citata anche un’intercettazione ambientale del 9 febbraio 2017, alla vigilia di un interrogatorio. In quell’occasione, Giuseppe Sempio avrebbe detto al figlio che le domande erano già state anticipate, circostanza che lascia intendere una possibile fuga di notizie.
Nove persone perquisite
Le perquisizioni hanno riguardato complessivamente nove persone: oltre a Venditti e ad Andrea Sempio, anche i genitori Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, altri parenti e due ex carabinieri oggi in congedo.
Gli inquirenti hanno sequestrato computer, cellulari e documenti cartacei, disponendo inoltre verifiche sui conti correnti e sui movimenti bancari della famiglia.
I flussi di denaro sotto la lente
Le prime analisi bancarie avrebbero evidenziato movimenti sospetti tra la fine del 2016 e l’estate 2017:
- assegni emessi dalle zie paterne di Andrea per oltre 40 mila euro;
- prelievi in contanti pari a circa 35 mila euro;
- ulteriori versamenti a parenti che li avrebbero incassati subito.
Secondo gli investigatori, queste operazioni non troverebbero riscontro nelle consuete abitudini economiche della famiglia Sempio.
Un’inchiesta ancora aperta
L’indagine bresciana riporta dunque sotto i riflettori il delitto di Garlasco, già segnato da anni di processi e dalla condanna definitiva di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi.
Mentre il quadro investigativo si allarga, l’ex procuratore Venditti, ora lontano dal Casinò di Campione, attende le decisioni della magistratura ribadendo di non aver mai avuto alcun ruolo illecito nella vicenda.