
La vicenda legata alla presenza di amianto all’interno del Liceo “Golgi” di Broni continua a far emergere nuovi elementi che suscitano forte preoccupazione e richiedono ulteriori verifiche. Le analisi condotte sui campioni raccolti il 23 marzo 2026 hanno infatti ampliato il quadro inizialmente noto, mettendo in luce aspetti che non sembrano del tutto in linea con quanto comunicato dal dirigente scolastico nella circolare diffusa nei giorni successivi.
In quella comunicazione si indicava che la presenza di amianto fosse circoscritta alle strutture interne del vano ascensore. Tuttavia, le nuove risultanze raccontano una realtà diversa e più complessa, suggerendo una diffusione più ampia del materiale. Lo Sportello Amianto Nazionale ha reso noto che nei campioni di polveri e detriti analizzati è stata individuata la presenza di crisotilo, una forma di amianto, anche al piano terra, in un’area adiacente alle aule.
Si tratta di un elemento particolarmente grave, perché indica che l’amianto non era confinato alla zona dei lavori, ma presente anche in spazi quotidianamente frequentati dagli studenti. Fino a questo momento, infatti, l’attenzione era concentrata esclusivamente sulle verifiche effettuate nell’area tecnica interessata dagli interventi. Le nuove evidenze modificano sensibilmente questa prospettiva.
Il giorno in cui si sono verificati i fatti, le lezioni si svolgevano regolarmente e all’interno dell’edificio erano presenti centinaia di studenti e membri del personale scolastico. Alcuni testimoni hanno riferito di essersi allontanati spontaneamente a causa della significativa quantità di polveri disperse nell’ambiente. Nella stessa giornata si sono registrati anche accessi al pronto soccorso, ritenuti riconducibili all’esposizione.
Tutti questi elementi rendono ancora più urgente fare piena luce sull’accaduto e comprendere nel dettaglio le modalità con cui l’intervento è stato gestito. Proprio per questo, lo Sportello Amianto Nazionale ha deciso di procedere formalmente, depositando una denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Pavia, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità.
L’azione è stata promossa attraverso l’ufficio legale dell’organizzazione e, secondo quanto dichiarato dai suoi rappresentanti, i dati emersi dalle analisi sono estremamente rilevanti. Non si può infatti escludere che vi sia stata un’esposizione alle fibre di amianto. In questo contesto, la priorità resta la tutela della salute pubblica e della sicurezza degli studenti. La vicenda resta aperta e sarà oggetto di ulteriori sviluppi nelle sedi competenti.