
L’ondata di calore che da giorni sta interessando il territorio pavese sta mettendo a dura prova il pronto soccorso del Policlinico San Matteo. Temperature che sfiorano i 38 gradi, notti tropicali con valori minimi superiori ai 20 gradi e l’assenza di precipitazioni stanno infatti determinando un significativo aumento degli accessi alla struttura ospedaliera, soprattutto da parte delle persone più fragili.
Secondo quanto riferito da Stefano Perlini, direttore del pronto soccorso del San Matteo, negli ultimi giorni il numero dei pazienti assistiti ha raggiunto quota 250-260 al giorno, un dato considerato anomalo per questo periodo dell’anno. Solitamente afflussi di tale entità si registrano nel pieno della stagione estiva, mentre quest’anno il caldo eccezionale ha anticipato l’emergenza.
Tra i casi trattati figurano vere emergenze legate alle elevate temperature, come colpi di calore, disidratazione e scompensi di patologie croniche. Tuttavia, il personale sanitario deve far fronte anche a numerosi accessi impropri, cioè situazioni non urgenti che potrebbero essere gestite dal medico di famiglia o da altri servizi territoriali.
Il primario sottolinea come gli anziani rappresentino la categoria maggiormente esposta ai rischi del caldo estremo. In molti casi, infatti, nelle persone più avanti con l’età diminuisce la percezione della sete, aumentando il rischio di disidratazione. Per questo motivo risulta fondamentale il supporto delle famiglie, chiamate a vigilare sul corretto apporto di liquidi e sul monitoraggio delle condizioni di salute.
Le temperature elevate stanno inoltre aggravando una criticità già nota a tutti i pronto soccorso italiani: quella degli accessi non urgenti. Attualmente, circa un quarto degli ingressi al San Matteo riguarda infatti pazienti che potrebbero ricevere assistenza attraverso percorsi alternativi, contribuendo così a congestionare il servizio.
Questa situazione rischia di sottrarre tempo e risorse alla gestione delle emergenze più gravi, proprio in un periodo in cui aumentano anche i traumi legati agli incidenti stradali, alle attività all’aperto e agli spostamenti estivi. A ciò si aggiunge un incremento degli accessi dovuti a situazioni di disagio psichiatrico, anch’esse favorite dalle condizioni climatiche estreme.
Per ridurre il ricorso improprio al pronto soccorso, l’Asst di Pavia punta sul potenziamento della Continuità assistenziale, l’ex guardia medica, attiva nelle ore notturne, nei fine settimana e nei giorni festivi. Attraverso il numero unico 116117, i cittadini possono ricevere consulenze telefoniche, essere indirizzati agli ambulatori territoriali oppure ottenere visite domiciliari, limitando così gli accessi non necessari in ospedale.
L’obiettivo è garantire una risposta adeguata ai bisogni sanitari della popolazione e preservare l’efficienza del pronto soccorso, affinché possa continuare a svolgere il proprio ruolo fondamentale nella gestione delle vere emergenze.