
A Lacchiarella si accende il dibattito attorno al progetto del nuovo data center previsto nella zona artigianale accanto al Girasole.
Nel fine settimana appena trascorso, oltre 300 cittadini hanno firmato una petizione per opporsi alla realizzazione dell’impianto.
La raccolta firme è stata promossa dal comitato nato solo pochi giorni fa proprio con questo obiettivo.
Un segnale chiaro di preoccupazione e partecipazione da parte della comunità locale.
Secondo i promotori, il progetto sarebbe stato portato avanti senza un’adeguata informazione pubblica.
Un’accusa che l’amministrazione comunale respinge, rivendicando la correttezza e la trasparenza dell’iter.
Tuttavia, la partecipazione registrata al gazebo in piazza dimostra un dissenso diffuso.
Ben 320 cittadini hanno deciso di esporsi firmando la richiesta di stop all’opera.
Tra i volti più attivi della protesta c’è Enrico Duranti, tra i fondatori del comitato.
Per lui, la raccolta firme rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio.
Un percorso che ha già visto un primo importante risultato.
Il Ministero dell’Ambiente è infatti intervenuto sulla vicenda nelle scorse settimane.
È stata accertata la mancata pubblicazione del progetto sull’albo pretorio comunale.
Una mancanza che ha impedito ai cittadini di presentare osservazioni nei tempi previsti.
Un passaggio procedurale fondamentale che non può essere trascurato.
Per questo motivo, il Ministero ha disposto la riapertura delle consultazioni per 60 giorni.
L’amministrazione ha quindi dovuto correggere l’errore e riavviare parte dell’iter.
Nonostante ciò, il progetto resta ambizioso e di grande portata.
Si parla di un’area di 228 mila metri quadrati e di un investimento da 3 miliardi di euro.
Numeri che renderebbero il sito il più grande data center in Italia.
La società proponente sottolinea la strategicità dell’opera.
Il centro dovrebbe rispondere alla crescente domanda di servizi digitali, cloud e intelligenza artificiale.
Un’infrastruttura pensata anche per supportare la digitalizzazione della pubblica amministrazione.
Ma tra sviluppo e impatto sul territorio, il confronto resta aperto e sempre più acceso.