
La risposta al bando dell’Asst di Pavia per medici di base e pediatri è stata ampia: ben 263 professionisti hanno partecipato alla selezione, a cui si aggiungono i nominativi già presenti nelle graduatorie regionali. Un segnale positivo, che lascia intravedere un possibile miglioramento nella copertura sanitaria del territorio, ma che non basta a risolvere una criticità ormai strutturale.
Secondo i dati aggiornati a dicembre 2025, infatti, i medici mancanti erano 215, di cui ben 87 concentrati nella Lomellina. Un’area che continua a soffrire per la carenza di professionisti, nonostante l’impegno istituzionale nel pubblicare nuovi bandi e accelerare le assegnazioni.
Le graduatorie attuali prevedono 81 disponibilità per i medici di base, 301 per l’attività oraria e 132 per la pediatria. Tuttavia, non è ancora chiaro quanti candidati abbiano effettivamente scelto di lavorare in Lomellina, territorio storicamente meno attrattivo per via delle sue caratteristiche geografiche e demografiche.
Le difficoltà emergono soprattutto nelle aree interne, dove la popolazione è dispersa e a bassa densità. Qui, aprire studi medici associati diventa complicato, e spesso i professionisti sono costretti a gestire più ambulatori in piccoli comuni, dedicando a ciascuno solo pochi giorni alla settimana.
Nel dettaglio, gli ambiti più in sofferenza sono Mortara-Olevano, Gambolò, Cassolnovo-Gravellona e Mede-Lomello, oltre a diverse altre località con posti vacanti che faticano a essere coperti. Anche Vigevano registra un lieve peggioramento, con un incremento delle carenze rispetto all’anno precedente.
Il problema, però, non è solo numerico. Si tratta anche di sostenibilità economica e organizzativa. Aprire e mantenere più studi comporta costi significativi, tra personale, attrezzature e gestione quotidiana, elementi che spesso scoraggiano i medici più giovani.
Per questo, secondo gli esperti, la soluzione passa attraverso incentivi mirati. Offrire supporto economico e organizzativo potrebbe rendere più attrattive le aree periferiche, permettendo ai medici di lavorare in condizioni migliori e garantire servizi più efficienti ai cittadini.
Le assegnazioni previste entro la fine di maggio rappresentano un primo passo, ma il quadro generale lascia intendere che la situazione resterà complessa almeno fino al 2028 o 2029, quando si ridurrà l’ondata di pensionamenti.
Nel frattempo, la sfida sarà trovare un equilibrio tra domanda e offerta sanitaria, senza lasciare scoperti i territori più fragili.