
Si è svolta in un clima carico di tensione la mattinata in procura per gli interrogatori di Andrea Sempio e Marco Poggi, ascoltati nell’ambito dell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco. Una vicenda che, a distanza di anni, continua a sollevare interrogativi e a richiamare l’attenzione mediatica.
Il primo a essere sentito è stato Marco Poggi, fratello di Chiara, convocato come testimone. Per evitare l’assedio dei giornalisti, è entrato da un accesso secondario del tribunale, sotto un imponente dispositivo di sicurezza. La sua audizione, durata circa due ore, si è concentrata soprattutto su alcuni elementi emersi recentemente nelle indagini. In particolare, Poggi avrebbe negato di aver mai visto, insieme all’amico Andrea Sempio, dei video intimi presenti sul computer di casa. Proprio quel pc è stato oggetto di una consulenza tecnica disposta dalla procura nelle scorse settimane.
Durante l’interrogatorio, i pubblici ministeri avrebbero anche fatto ascoltare a Poggi alcune registrazioni già acquisite agli atti, nelle quali Sempio parla da solo mentre si trova in auto. Su questo punto, però, il legale di Poggi ha preferito mantenere il riserbo, limitandosi a dichiarare: «Non confermo e non smentisco». In ogni caso, Poggi avrebbe difeso l’amico, ribadendo la propria versione dei fatti.
Successivamente è stato il turno di Andrea Sempio, il cui interrogatorio si è rivelato il momento più delicato della giornata. Entrato in procura poco prima delle 10 dal retro dell’edificio, accompagnato dai suoi avvocati, Sempio è rimasto davanti ai magistrati per quasi quattro ore. Un tempo insolitamente lungo, considerando che aveva già annunciato l’intenzione di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Nonostante il silenzio dell’indagato, i pm avrebbero comunque esposto una lunga serie di contestazioni, basate sugli elementi raccolti nel corso delle indagini. Sempio, 38 anni, amico del fratello della vittima, è oggi l’unico indagato nella nuova inchiesta, aperta circa un anno fa. Gli investigatori ipotizzano che possa essere stato lui l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, un delitto per il quale è già stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della giovane.
Nel corso della mattinata, i due non si sono mai incontrati: sono stati ascoltati in momenti diversi e in stanze separate del palazzo di giustizia. Un dettaglio che evidenzia la cautela degli inquirenti e la delicatezza della situazione.
Quella appena trascorsa è stata dunque una giornata importante per l’inchiesta bis, ma non decisiva. Restano ancora molte domande senza risposta, mentre la procura continua a lavorare per chiarire ogni aspetto di un caso che, dopo tanti anni, continua a far discutere e a cercare una verità definitiva.