Cronaca

Nuovo dormitorio “Caritas” a Pavia: più posti letto per rispondere all’emergenza povertà

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Dare un aiuto concreto a chi non ha una casa, ma anche a chi, pur avendo un lavoro, non riesce più a sostenere il costo di un affitto. È questo l’obiettivo del nuovo dormitorio che la Caritas diocesana di Pavia si prepara a realizzare ampliando la struttura di via Bernardino da Feltre, diventata ormai insufficiente di fronte al crescente numero di richieste di aiuto. Un progetto che punta non solo all’accoglienza, ma anche al reinserimento sociale delle persone più fragili.

Dopo l’autorizzazione del Comune, attesa entro il mese di giugno, partiranno i lavori che, come spiega don Franco Tassone, direttore della “Caritas”, procederanno rapidamente per consentire l’attivazione del nuovo dormitorio nel minor tempo possibile. L’intervento permetterà di aumentare i posti letto da 15 a 25, ampliando così la capacità di risposta a un bisogno che continua a crescere anno dopo anno. Le richieste di ospitalità sono infatti passate da una sessantina nel 2023 a oltre 90 nel 2024 e risultano in ulteriore aumento anche nel 2025.

Il costo complessivo dell’opera è di circa 800mila euro. Fondamentale il contributo della Fondazione Monte di Lombardia, che ha stanziato 400mila euro, mentre la Diocesi ha predisposto un finanziamento annuale e promosso una raccolta fondi attraverso la Quaresima di carità. Importante anche la partecipazione di una famiglia di benefattori che ha scelto di sostenere il progetto. La speranza ora è quella di raccogliere ulteriori donazioni e incrementare il sostegno attraverso il 5 per mille, indispensabile per coprire le spese di gestione ordinaria della struttura.

Un contributo concreto è già arrivato dal “Rotary Club Pavia Ticinum” che, durante la presidenza di Loretta Bersani, ha finanziato l’arredamento di 20 posti letto del nuovo dormitorio maschile nell’ambito del service “Ama l’uomo se vuoi aiutare l’uomo”. Sono stati acquistati letti, comodini e appendiabiti per garantire agli ospiti condizioni dignitose, sicure e adeguate dal punto di vista igienico. La struttura sarà destinata ad accogliere persone fragili inserite in percorsi educativi finalizzati al recupero dell’autonomia personale e lavorativa.

L’obiettivo della Caritas, infatti, non è soltanto offrire un riparo temporaneo, ma creare un luogo capace di accompagnare le persone fuori dalla crisi. Don Tassone sottolinea come il dormitorio debba rappresentare il primo passo verso il recupero dell’autonomia, attraverso percorsi di formazione, sostegno psicologico e inserimento occupazionale. Dopo la fase di accoglienza potrà seguire anche l’housing sociale, fino al raggiungimento di una piena indipendenza economica e abitativa.

La struttura sarà aperta anche durante il giorno per consentire il riposo a chi svolge lavori notturni, dimostrando un’attenzione concreta alle nuove forme di povertà. Cresce infatti il numero di persone che, pur avendo un’occupazione, non riescono più a mantenersi autonomamente. Una vulnerabilità economica e sociale sempre più stabile e diffusa, che coinvolge intere famiglie e spesso si tramanda da una generazione all’altra.

Il direttore della “Caritas” parla di una vera e propria “economia della rinuncia”: aumentano le persone costrette a rinunciare alle cure mediche, ai farmaci, alla spesa alimentare o all’acquisto di beni essenziali per i figli. Una povertà cronica che spaventa perché sempre meno temporanea e sempre più strutturale. In questo contesto la Fondazione Agape continua a garantire accoglienza notturna e sostegno alle persone in difficoltà, lavorando però soprattutto per trasformare l’assistenza in un’opportunità concreta di ripartenza.