
Nonostante le misure adottate negli ultimi anni per ridurre le liste d’attesa, al Policlinico San Matteo di Pavia risultano ancora 1.800 pazienti in attesa di ricovero risalenti al biennio 2022-2023. È uno dei dati che emergono dall’ultima ricognizione regionale allegata alla delibera sul contenimento delle attese sanitarie, approvata da Regione Lombardia per affrontare un problema che continua a pesare sulla vita di migliaia di cittadini.
Secondo i dati aggiornati al primo gennaio, negli ospedali pubblici e privati lombardi sono ancora circa 21mila i ricoveri non eseguiti. Di questi, circa 13mila riguardano strutture pubbliche, mentre la restante parte interessa il sistema privato accreditato. Numeri che devono essere interpretati con cautela, poiché potrebbero comprendere pazienti già operati in altre strutture o persone nel frattempo decedute, ma che restituiscono comunque la dimensione concreta dei disagi vissuti da chi attende un intervento.
La situazione del San Matteo, pur significativa, non è tra le più critiche della Lombardia. Nell’Ats di Milano, ad esempio, risultano oltre 3mila pazienti ancora in attesa di ricovero dal solo 2023, con circa mille casi concentrati nell’Asst Rhodense. Anche nelle Ats della Brianza e dell’Insubria l’arretrato supera i 2.500 ricoveri nei due anni considerati.
Per il Policlinico pavese si tratta comunque di una situazione monitorata da tempo. Una precedente rilevazione regionale, effettuata a gennaio 2025, segnalava circa 3mila persone ancora in lista per ricoveri inseriti tra il 2020 e il 2023. In quell’occasione, la direzione sanitaria aveva spiegato di essere riuscita ad abbattere il 60 per cento dell’arretrato nel corso del primo trimestre dello scorso anno.
Oggi i dati parlano di 762 persone ancora in attesa dal 2022 e di altre 1.038 dal 2023. Il San Matteo sottolinea però la particolarità del proprio ruolo di ospedale ad alta specializzazione, chiamato a dare priorità ai casi più complessi, urgenti e oncologici. Una scelta inevitabile che comporta tempi più lunghi per gli interventi considerati meno gravi o procrastinabili.
La direzione del Policlinico spiega infatti che la coda relativa agli anni 2020 e 2021 è ormai quasi completamente smaltita e precisa che i 1.800 ricoveri ancora sospesi riguardano prevalentemente patologie benigne e non tumorali, soprattutto nei reparti di urologia e otorinolaringoiatria. In questi ambiti, i pazienti oncologici o con quadri clinici più seri vengono operati con priorità assoluta, mentre gli altri possono subire ritardi più lunghi.
Per accelerare il recupero delle liste, il San Matteo sta lavorando al potenziamento delle sale operatorie e all’incremento dell’attività chirurgica dedicata anche ai ricoveri meno urgenti. Parallelamente, Regione Lombardia ha stanziato 20 milioni di euro specificamente destinati all’abbattimento dei tempi di ricovero, mentre ulteriori risorse porteranno a circa 91 milioni complessivi gli investimenti per ridurre le attese di visite ed esami diagnostici.
Tra le novità previste dalla delibera regionale vi è anche l’estensione degli orari ambulatoriali. Le Ats lombarde avranno infatti la possibilità di prolungare le attività dalle 16 alle 20 nei giorni feriali e anche il sabato, con l’obiettivo di aumentare il numero di visite disponibili e velocizzare l’accesso alle prestazioni sanitarie. Una misura che punta a dare risposte concrete ai cittadini, sempre più spesso costretti a scegliere tra lunghi tempi di attesa e il ricorso alle cure a pagamento pur di ottenere visite e interventi in tempi più rapidi.