Cronaca

Frode nell’accoglienza migranti in Lomellina, si va verso il patteggiamento

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Fabio Garavaglia

Si avvia verso una possibile conclusione giudiziaria la vicenda che coinvolge Fabio Garavaglia, 57 anni, ex presidente della cooperativa Faber di Inveruno, realtà che per anni ha gestito diversi centri di accoglienza per migranti in Lomellina. Nell’udienza preliminare fissata davanti al Gip del Tribunale di Pavia sarà infatti esaminata la richiesta di patteggiamento concordata con la Procura: due anni di reclusione con pena sospesa. 

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Pavia e condotta dalla Guardia di Finanza di Vigevano, aveva portato nel marzo 2025 al sequestro preventivo di circa 66 mila euro. A Garavaglia vengono contestati, a vario titolo, i reati di truffa, falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture e omessa dichiarazione. 

Secondo l’accusa, tra il 2021 e il 2023 la cooperativa avrebbe comunicato alla Prefettura di Pavia un numero di migranti ospitati superiore a quello effettivo nelle strutture convenzionate, ottenendo così contributi pubblici non dovuti. Le indagini avrebbero inoltre evidenziato irregolarità nella gestione dei registri delle presenze e la mancata erogazione di alcuni servizi previsti dai contratti di accoglienza. Già nell’aprile 2023 la Prefettura aveva disposto la risoluzione del rapporto con la cooperativa. 

La Faber era stata una delle principali realtà del settore dell’accoglienza sul territorio lomellino, arrivando a gestire fino a otto strutture tra Robbio, Mortara e Sant’Angelo Lomellina e ad assistere circa 200 richiedenti asilo. Garavaglia era inoltre noto anche per la sua attività pubblica e nel 2020 aveva tentato l’ingresso in politica candidandosi alle elezioni comunali di Vigevano nella lista del Partito Democratico. 

Oggi l’ex presidente continua a operare nel settore attraverso un’altra società. Assistito dall’avvocata Barbara Bosco del Foro di Vigevano, attende ora la decisione del giudice sull’accordo raggiunto con la Procura. Sarà il Gip a stabilire se accogliere o meno la richiesta di patteggiamento, chiudendo così una vicenda che negli ultimi anni aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni locali.