
Un gesto quotidiano, legato alla cura dei campi, si è trasformato in un grave episodio di danno ambientale a Fortunago.
Un uomo di 64 anni è stato denunciato dai Carabinieri Forestali per aver causato un incendio boschivo.
Il rogo ha distrutto circa 1500 metri quadrati di vegetazione.
Le fiamme si sono propagate rapidamente mettendo a rischio l’area circostante.
L’episodio risale allo scorso 22 marzo in località Polinago.
Tutto è partito da alcune operazioni di pulizia agricola tra i filari di vite.
L’uomo stava bruciando residui di potatura, una pratica comune ma regolamentata.
Qualcosa però è andato storto, trasformando l’intervento in un incendio fuori controllo.
Le fiamme hanno presto raggiunto la zona boschiva adiacente.
Il vento e la secchezza del terreno hanno favorito la propagazione del fuoco.
L’allarme è stato lanciato tempestivamente ai Vigili del Fuoco di Pavia.
Le operazioni di spegnimento si sono rivelate complesse e delicate.
Una volta domato l’incendio, sono intervenuti i Carabinieri Forestali di Zavattarello.
I militari hanno avviato un’accurata indagine per ricostruire la dinamica dei fatti.
Fondamentale è stata l’analisi del punto di innesco del rogo.
Gli investigatori hanno individuato una catasta di sfalci di vite come origine delle fiamme.
Le verifiche hanno portato rapidamente all’identificazione del responsabile.
Si tratta del proprietario dei terreni confinanti, residente a Milano.
Messo di fronte alle prove, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità.
È stato lui stesso, resosi conto della gravità, a chiamare i soccorsi.
Nonostante il suo intervento, il danno ambientale è stato significativo.
Per questo motivo è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica.
Il reato contestato è incendio boschivo colposo.
Le autorità ricordano l’importanza di rispettare le norme negli abbruciamenti.