Le novità sull’inchiesta parallela a quella di Pavia sul delitto di Garlasco hanno inevitabilmente riacceso i riflettori sulla vicenda di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nell’agosto del 2007. La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex procuratore capo di Pavia, Mario Venditti, ha infatti avuto immediate ricadute sull’ex studente bocconiano, che da anni sconta la pena in carcere.
A confermarlo è la sua legale, Giada Bocellari, che al Corriere della Sera ha dichiarato:
“Chiaramente, anche lui è rimasto sconcertato. Anche se in questi mesi ha scelto di non seguire troppo quello che sta avvenendo. Diciamo che apprende l’indispensabile, e per il resto va avanti con la sua vita.”
L’inchiesta di Brescia
La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo per corruzione in atti giudiziari che coinvolge Venditti, il quale otto anni fa aveva chiesto l’archiviazione per Andrea Sempio, amico di Marco, fratello di Chiara Poggi. L’istanza era stata accolta dal giudice per le indagini preliminari, che tuttavia – come previsto dal codice – avrebbe potuto rigettarla o addirittura ordinare l’imputazione.
Le perquisizioni di venerdì scorso hanno portato alla luce un quadro che, pur ancora da verificare, ha scosso l’opinione pubblica e gli stessi protagonisti della vicenda giudiziaria.
Le parole della difesa
“Nel rispetto della presunzione di innocenza, è un’ipotesi accusatoria che, semmai dovesse arrivare a qualcosa di più certo, ovviamente sarebbe gravissima – ha spiegato l’avvocata Bocellari –. Per come è formulato adesso l’incolpazione, credo sia una delle peggiori accuse che possa essere mossa a un magistrato. Credo, quindi, abbia lasciato tutti abbastanza sconcertati. Ma lasciamo lavorare la Procura di Brescia.”
Le ricadute sul caso Stasi
L’ombra dell’inchiesta bresciana riporta inevitabilmente alla memoria le polemiche e i dubbi che hanno accompagnato il percorso giudiziario di Stasi, condannato in Cassazione a 16 anni di reclusione dopo un iter processuale lungo e complesso.
Oggi, a distanza di anni, la vicenda sembra destinata a riaprirsi sul piano del dibattito pubblico, con l’ennesimo intreccio tra giustizia, inchieste parallele e fragilità di un caso che non ha mai smesso di dividere l’opinione pubblica.