Cronaca

Broni, il liceo Golgi si fa sentire: “La scuola non si è mai fermata”

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A Broni, nel cortile del Liceo Golgi, si sono ritrovati in circa cento tra studenti, docenti e personale scolastico per lanciare un messaggio chiaro: la scuola continua a vivere, anche senza il suo edificio. Il flash mob organizzato dal Golgi Social Team ha rappresentato un momento simbolico ma molto sentito, arrivato a oltre un mese dalla chiusura dell’istituto a causa del ritrovamento di tracce di amianto nel cantiere per l’ampliamento dell’ascensore.

Nel campo da basket esterno, i partecipanti hanno alzato un cartello con scritto “Il liceo siamo noi”, gridando la frase più volte all’unisono. Un gesto semplice ma carico di significato, nato per ribadire che, nonostante le difficoltà, la comunità scolastica non si è mai fermata.

A spiegare le ragioni dell’iniziativa è stato il docente Enrico Corti, referente del gruppo organizzatore, che ha sottolineato come l’idea sia nata dal confronto con gli studenti, in particolare quelli delle classi quinte e i rappresentanti di istituto. L’obiettivo era comunicare, sia all’interno sia all’esterno, che la scuola continua a esistere grazie alle persone che la vivono ogni giorno.

Durante l’incontro erano presenti anche il dirigente scolastico Roberto Olivieri e il vicepreside Andrea Defilippi, insieme a numerosi insegnanti. Tutti hanno condiviso lo spirito dell’iniziativa, che non vuole essere una protesta contro qualcuno, ma un segnale di unità e di resilienza.

Lo stesso Corti ha ricordato che la scuola non è fatta solo di mura, ma soprattutto di relazioni e di persone. Anche senza l’edificio, quindi, l’attività educativa può continuare, come dimostra l’impegno quotidiano di studenti e docenti.

In effetti, fin dai primi giorni di chiusura, le lezioni sono proseguite in didattica a distanza, garantendo il diritto allo studio. Accanto alle attività curriculari, sono stati mantenuti anche progetti e iniziative extracurricolari, a dimostrazione di una comunità viva e dinamica.

Il flash mob è stato anche un’occasione per ritrovarsi in presenza dopo settimane difficili, soprattutto per gli studenti più giovani, rimasti a casa per lungo tempo. I rappresentanti degli studenti hanno espresso soddisfazione per la partecipazione, sottolineando quanto fosse importante tornare a condividere un momento di socialità.

Il messaggio finale, semplice ma potente, è stato ribadito da tutti: il liceo non si identifica con un edificio, ma con le persone che lo animano ogni giorno. E proprio da questa consapevolezza nasce la forza di andare avanti, anche in una situazione complessa come quella attuale.