Cronaca

Damiano Michieletto “Premio Arbasino 2026”: sabato a Voghera la consegna

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Voghera si prepara a vivere un nuovo momento di rilievo culturale con la terza edizione del “Premio Letterario Nazionale Alberto Arbasino”, che quest’anno incorona Damiano Michieletto. Autore e sceneggiatore di fama internazionale, Michieletto rappresenta una delle voci più originali della scena europea contemporanea, capace di attraversare linguaggi e generi con uno sguardo sempre innovativo.

Il riconoscimento gli viene attribuito per la sua capacità di reinterpretare i grandi testi del repertorio, rendendoli vivi e attuali, e per la trasposizione cinematografica dello Stabat Mater di Tiziano Scarpa. Un lavoro che dimostra come la tradizione possa dialogare con il presente, senza perdere profondità ma acquisendo nuove forme espressive.

La cerimonia di consegna si terrà sabato 11 aprile alle ore 18 presso il “Teatro Valentino Garavani”, luogo simbolico nella città natale di Arbasino. Il premio, promosso dal Comune di Voghera con il contributo di Fondazione Cariplo e il sostegno di sponsor privati, si conferma come un appuntamento sempre più significativo nel panorama culturale italiano.

Il motto scelto per questa edizione, “Tutto intensamente scritto”, sottolinea il valore della scrittura come strumento fondamentale per interpretare la realtà. Un invito a leggere il presente attraverso parole capaci di attraversare discipline diverse e di costruire nuovi significati.

La sindaca Paola Garlaschelli evidenzia come il premio nasca da una visione precisa: restituire alla città una forte centralità culturale. Non solo un riconoscimento, dunque, ma un progetto in continua crescita che mette al centro il pensiero critico e la forza della parola.

A conferire il premio sarà la giuria presieduta da Giorgio Montefoschi, che ha scelto Michieletto proprio per la sua capacità di incarnare lo spirito di Arbasino, unendo passione per l’opera e amore per la letteratura.

Durante la serata verrà assegnato anche il Premio Arbasino Scuole, rivolto agli studenti impegnati nella lettura e reinterpretazione de “L’anonimo lombardo”. Un modo per coinvolgere le nuove generazioni e renderle protagoniste attive del percorso culturale.

Il direttore artistico Massimiliano Finazzer Flory descrive l’evento come un’esperienza immersiva, in cui il teatro diventa museo e il museo si trasforma in concerto. Il libro si fa palcoscenico e la figura di Arbasino rivive attraverso lo sguardo dei giovani.

Voghera, ancora una volta, si conferma così crocevia di idee, linguaggi e visioni, capace di coniugare memoria e contemporaneità in un dialogo continuo.