Cronaca

“Delitto di Garlasco”, chiuse le indagini su Andrea Sempio: accuse aggravate di crudeltà e motivi abietti

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La Procura di Pavia ha chiuso le indagini nei confronti di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. L’accusa contestata al 38enne è particolarmente pesante: omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. La difesa dell’indagato ha già ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dalla Procura guidata da Fabio Napoleone.

Nel comunicato ufficiale si precisa che è stato depositato tutto il materiale relativo al procedimento penale e che verrà inoltrato alla Procura generale di Milano l’atto contestato a Sempio durante l’interrogatorio del 6 maggio 2026. Si tratta di un documento che riassume i nuovi elementi probatori raccolti dopo la riapertura delle indagini avvenuta negli anni 2016 e 2017. La documentazione sarà valutata anche per eventuali iniziative della Procura generale.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni. Per l’omicidio di Chiara Poggi è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima. Ora la Procura di Pavia ha annunciato che trasmetterà gli atti alla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, affinché possa valutare un’eventuale richiesta di revisione della condanna.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Andrea Sempio avrebbe agito con estrema violenza. La Procura sostiene che tra lui e la vittima vi sarebbe stata inizialmente una colluttazione. Successivamente l’uomo avrebbe colpito ripetutamente Chiara Poggi con un oggetto contundente, ferendola alla testa e al volto e facendola cadere a terra. Gli investigatori ritengono che la giovane sia stata poi trascinata verso la porta che conduce alla cantina.

Sempre secondo l’accusa, Chiara Poggi avrebbe tentato di reagire mettendosi carponi, ma sarebbe stata colpita nuovamente più volte alla testa fino a perdere conoscenza. A quel punto il corpo sarebbe stato spinto lungo le scale della cantina e colpito ancora alla nuca con ulteriori violenti colpi che ne avrebbero provocato la morte a causa delle gravissime lesioni craniche.

La Procura contesta inoltre l’aggravante dei motivi abietti, sostenendo che il delitto sarebbe maturato dopo il rifiuto delle avances dell’indagato. Contestata anche la crudeltà, motivata dall’efferatezza dell’azione omicidiaria e dal numero delle ferite riscontrate sul corpo della vittima. Secondo gli investigatori sarebbero almeno dodici le lesioni rilevate tra cranio e volto.

La chiusura delle indagini rappresenta ora un passaggio decisivo dell’inchiesta. Nei prossimi mesi si capirà se la Procura chiederà il rinvio a giudizio di Andrea Sempio e quali sviluppi potrà avere il nuovo capitolo giudiziario legato al delitto di Garlasco.