Cronaca

Ex Necchi, Lissia: «Rigenerare senza consumare suolo. Questo quartiere sarà la ricucitura di Pavia»

2 min di lettura

Partecipazione, confronto e una visione molto chiara: «non consumare nuovo suolo, ma rigenerare ciò che già esiste». È questo il messaggio che il sindaco Michele Lissia ha ribadito durante la presentazione pubblica del Master Plan per il futuro dell’Area ex Necchi, tenutasi nell’Aula del ’400 dell’Università degli Studi di Pavia, gremita oltre ogni previsione.

«Non si può avere paura del dibattito e del confronto», ha spiegato il primo cittadino, sottolineando come la grande affluenza – più di 250 persone, sala piena e gente in piedi – dimostri l’interesse reale della comunità verso il recupero delle aree dismesse e il futuro urbanistico della città.

Stop al consumo di suolo, sì alla città sostenibile

Il cuore della strategia è netto: puntare sulle aree già urbanizzate per evitare nuovo consumo di terreno vergine.
«Insistere sulle aree dismesse significa proprio questo: sviluppo ordinato e minore impatto possibile sull’ambiente. Anche i Comuni devono fare la loro parte contro i cambiamenti climatici», ha detto Lissia.

Una linea che guarda avanti, senza vivere di rendita sul passato: «Pavia non può crogiolarsi solo sulle sue glorie storiche. Deve progettare il futuro, rafforzando ambiente, sistema socio-culturale ed economia».

Tra i pilastri indicati dal sindaco: sanità, agroalimentare e microelettronica, settori che possono trainare nuova occupazione e innovazione.

Interesse privato e bene pubblico

Il progetto dell’ex Necchi nasce da un’importante cordata di investitori. Ma l’amministrazione rivendica un ruolo di equilibrio.
«Gli imprenditori non fanno beneficenza, investono per avere un ritorno. Il nostro compito è massimizzare l’interesse pubblico: più spazi verdi, servizi, case accessibili, mobilità sostenibile, connessioni ciclabili».

L’obiettivo è chiaro: niente operazioni calate dall’alto, ma un quartiere «sentito come proprio dai cittadini», costruito anche grazie alla progettazione partecipata.

Un quartiere che ricuce la città

Per Lissia, l’ex Necchi non sarà solo un intervento edilizio, ma una vera operazione urbana di “ricucitura”.
Il nuovo quartiere collegherà meglio il quadrante nord – ospedali, università, centri di ricerca – e riavvicinerà zone oggi separate come Città Giardino.

«Oggi c’è una frattura fisica. Domani ci saranno più connessioni, più verde, più vivibilità», ha spiegato.

In prospettiva, anche i collegamenti ferroviari con Milano potrebbero rafforzarsi. Ma con una precisazione identitaria: «Pavia non deve diventare un quartiere periferico di Milano. Deve restare una città con una sua personalità, capace di dialogare con il capoluogo senza perdere la propria anima».

Il segnale della partecipazione

La fotografia della mattinata resta quella dell’aula piena. Un dato politico e civico prima ancora che urbanistico.
«Quando le persone vengono, ascoltano e intervengono – ha concluso il sindaco – vuol dire che sentono questo progetto come qualcosa che riguarda tutti».

E l’ex Necchi, da vuoto industriale, può davvero diventare uno dei simboli della nuova Pavia.