
A Lacchiarella prende forma una mobilitazione cittadina contro il progetto di realizzazione di un grande data center previsto a fianco del Girasole. Un gruppo di residenti ha deciso di costituire un comitato per esprimere la propria contrarietà a un intervento ritenuto troppo impattante per il territorio. Secondo i promotori, si tratterebbe infatti di uno degli impianti più grandi a livello europeo, con conseguenze significative sotto diversi aspetti.
Il malcontento, a dire il vero, serpeggiava già da tempo tra una parte della popolazione, ma solo recentemente ha trovato una forma organizzata. A dare impulso decisivo è stato anche l’intervento del Ministero dell’Ambiente, che ha richiamato l’amministrazione comunale per non aver pubblicato il progetto all’albo pretorio, sollevando così dubbi sulla trasparenza dell’iter.
Tra i fondatori del comitato figura Enrico Duranti, ambientalista, che insieme ad altri cittadini ha segnalato la vicenda al Ministero. È stato proprio lui tra i primi ad accorgersi della mancata pubblicazione del progetto. L’idea di costituire il comitato, spiega, nasce dalla scoperta di un’infrastruttura che avrebbe un impatto energetico enorme, paragonabile al consumo di milioni di persone.
Le preoccupazioni sollevate non si limitano però all’aspetto energetico. Uno dei punti più critici riguarda la mancanza di informazione e coinvolgimento della cittadinanza. Secondo il comitato, il progetto sarebbe rimasto a lungo poco visibile, impedendo un confronto pubblico adeguato su un’opera di tale portata.
Dopo una prima interlocuzione con il Ministero, i cittadini sono riusciti a ottenere la riapertura del procedimento, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza. Tuttavia, le richieste del comitato vanno oltre: viene infatti sollecitata un’inchiesta pubblica, come previsto dalle normative ambientali, per approfondire tutti gli aspetti legati al progetto.
Le criticità evidenziate ricalcano quelle già emerse in altri territori dove sono sorti movimenti analoghi. Tra queste figurano il consumo di suolo, l’elevato fabbisogno energetico, l’utilizzo intensivo di acqua per il raffreddamento degli impianti e i possibili effetti legati all’inquinamento elettromagnetico.
La nascita del comitato rappresenta dunque un primo passo verso un confronto più ampio tra istituzioni e cittadini. Nei prossimi mesi sarà fondamentale capire se si aprirà un dialogo costruttivo o se lo scontro sul progetto è destinato ad intensificarsi.