Cronaca

Pavia, il progetto Waterfront tra ambizioni e ostacoli

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Il progetto Waterfront torna al centro del dibattito politico cittadino, portando con sé nuove incertezze e criticità che sono state ufficialmente discusse anche in Consiglio comunale. Al centro dell’attenzione ci sono in particolare due interventi: il recupero dell’ex centrale del Molinazzo e la realizzazione del parco acquatico in viale Resistenza, entrambi tasselli importanti di un piano più ampio di riqualificazione urbana.

Se per l’area del Molinazzo le prospettive appaiono ormai ridimensionate, per il parco acquatico si stanno valutando soluzioni alternative che possano garantire la sostenibilità dell’intervento. A fare il punto della situazione è stata la vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici, Alice Moggi, rispondendo a una richiesta di chiarimenti avanzata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Nicola Niutta.

Nel caso dell’ex centrale energetica militare, l’ipotesi di realizzare un ostello o un punto turistico sembra ormai accantonata. Dopo tre bandi pubblici andati deserti, infatti, gli uffici comunali hanno sospeso ogni ulteriore attività progettuale, in attesa di eventuali proposte da parte di soggetti interessati. Si tratta di un intervento di entità economica contenuta, che al momento non rappresenta una priorità strategica per l’amministrazione.

Diverso il discorso per il parco acquatico, considerato uno degli elementi più rilevanti del progetto Waterfront, sia per l’impatto urbano sia per l’investimento previsto, pari a circa 7 milioni di euro. Proprio per questo motivo l’amministrazione sta lavorando su due possibili scenari, un piano A e un piano B, già in parte condivisi con la Regione Lombardia.

Da un lato, si stanno cercando interlocuzioni con operatori privati per raccogliere manifestazioni di interesse e proposte concrete, nel rispetto delle procedure previste dopo una gara pubblica. Dall’altro, nel caso in cui questa strada non dovesse portare risultati, si sta valutando una semplificazione del progetto, con l’obiettivo di ridurre la complessità e rispettare i tempi imposti dai finanziamenti.

Il progetto Waterfront, infatti, dispone di un investimento complessivo di quasi 19 milioni di euro, in gran parte provenienti da fondi europei veicolati attraverso la Regione. Una scadenza precisa incombe su tutti gli interventi: il 31 dicembre 2027, termine entro il quale le opere dovranno essere completate.

Nel dettaglio, il parco acquatico dovrebbe includere una vasca da 25 metri, nuovi spogliatoi, una piscina per bambini con giochi d’acqua, oltre a spazi accessori come un chiosco bar, percorsi pedonali, aree di sosta e parcheggi. Un progetto ambizioso che punta a offrire nuovi servizi alla cittadinanza e a riqualificare una zona strategica della città.

Tuttavia, l’intervento è strettamente legato a un’altra questione delicata: lo spostamento del campo Sinti attualmente situato nelle vicinanze dell’ex piscina scoperta. La prevista ricollocazione a Pavia Est ha già suscitato opposizioni, sfociate in un ricorso al Tar da parte di alcuni residenti.

Resta dunque un quadro complesso, in cui le ambizioni di rilancio urbano si confrontano con ostacoli amministrativi, tecnici e sociali. Nonostante ciò, l’amministrazione mantiene una posizione prudente ma fiduciosa, sostenendo che il progetto Waterfront, pur con qualche “spia accesa”, non sia al momento in pericolo.