Cronaca

Pavia, inchiesta “Clean 2”: condannato l’ex maggiore dei carabinieri Maurizio Pappalardo

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Il Tribunale di Pavia ha condannato in primo grado a cinque anni e otto mesi di reclusione l’ex maggiore dei carabinieri Maurizio Pappalardo, figura storica del Nucleo investigativo pavese, ritenuto colpevole di corruzione e stalking nell’ambito dell’inchiesta “Clean 2”. L’ex ufficiale è stato invece assolto dall’accusa di peculato.

La sentenza è stata pronunciata dai giudici Fabio Lambertucci, Valentina Nevoso e Gaetano Alemanna, al termine di un procedimento che negli ultimi anni aveva scosso profondamente gli ambienti investigativi della provincia di Pavia. La Procura aveva chiesto una condanna più pesante: sei anni e sei mesi per Pappalardo.

Secondo l’accusa, l’ex comandante avrebbe intrattenuto rapporti privilegiati con alcuni imprenditori locali, ottenendo favori e utilità indebite. Contestazioni alle quali si sono aggiunti episodi di stalking nei confronti di una ex compagna, vicenda che avrebbe coinvolto anche altri appartenenti all’Arma.

Assolto invece il brigadiere Daniele Ziri, anche lui coinvolto nel procedimento, dall’accusa di corruzione. La sua posizione resta però al centro di un altro filone investigativo, “Clean 3”, che nelle scorse settimane ha portato alla chiusura delle indagini preliminari su presunti favoritismi e pressioni nel settore dei cantieri edili della provincia pavese.

L’inchiesta “Clean”, sviluppata in più capitoli dalla Procura di Pavia, ha acceso i riflettori su un presunto sistema di relazioni opache tra controllori, imprenditori e funzionari pubblici. Un’indagine che continua a produrre sviluppi giudiziari e che ha avuto forte impatto sulla vita istituzionale e investigativa del territorio pavese.