Cronaca

“Ponte di Bereguardo”, entra nel vivo il restauro: rimosse le storiche chiatte del Ticino

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Il cantiere di riqualificazione del ponte di barche di Bereguardo è entrato nella sua fase più delicata e spettacolare. Dopo settimane di preparazione, sono iniziate le operazioni di rimozione delle storiche chiatte che sostengono la struttura lungo la Strada Provinciale 185 “Bereguardo-Garlasco”, un collegamento fondamentale tra il Pavese e la Lomellina. Si tratta di un intervento particolarmente complesso, destinato a garantire il futuro di una delle infrastrutture più caratteristiche e rappresentative del territorio.
Le grandi chiatte che da decenni resistono alle correnti del Ticino sono state trasferite durante la notte verso un cantiere specializzato situato a Travacò Siccomario. La scelta di effettuare il trasporto nelle ore notturne è stata adottata per limitare al minimo i disagi alla circolazione e garantire la massima sicurezza durante tutte le operazioni. Un lavoro accuratamente pianificato che consente di procedere con il progressivo svuotamento dell’area di cantiere senza compromettere la viabilità diurna.
L’intervento previsto non si limita a una semplice manutenzione. Le chiatte saranno infatti sottoposte a un profondo restauro strutturale che comprenderà opere di consolidamento e rinforzo. Gli anni trascorsi a contatto con l’acqua e le continue sollecitazioni provocate dalle piene del Ticino hanno reso necessario un intervento radicale per assicurare stabilità e durata alla struttura. L’obiettivo è preservare un’opera unica nel suo genere, tra gli ultimi ponti di barche ancora esistenti in Italia.
Il ponte di Bereguardo rappresenta infatti non solo un’infrastruttura viaria, ma anche un importante simbolo storico e paesaggistico. La sua particolare configurazione galleggiante costituisce un elemento distintivo del territorio e richiama ogni anno l’interesse di residenti, turisti e appassionati di storia dell’ingegneria. Conservare questo patrimonio significa mantenere viva una tradizione che affonda le proprie radici nel passato e che continua a caratterizzare il paesaggio del Ticino.

La Provincia punta a raggiungere un duplice risultato: tutelare il valore storico dell’opera e garantire standard di sicurezza più elevati per gli utenti della strada. Al termine dei lavori, le chiatte restaurate torneranno nella loro sede originaria e permetteranno il completo ripristino della funzionalità del ponte, migliorandone l’affidabilità e la resistenza nel tempo.
Non mancano però alcune criticità legate alle tempistiche. La riapertura della struttura, inizialmente prevista per il 21 luglio 2026, subirà infatti un rinvio. I ritardi accumulati durante le varie fasi del cantiere hanno reso necessario rivedere il cronoprogramma, con la conclusione degli interventi che potrebbe slittare fino alla fine di ottobre 2026.
Nonostante l’attesa più lunga del previsto, l’avanzamento dei lavori rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro del ponte di Bereguardo. Il restauro delle chiatte costituisce infatti il cuore dell’intero progetto e permetterà di restituire al territorio un’infrastruttura sicura, efficiente e fedele alla propria storia, pronta ad affrontare ancora per molti anni le acque del Ticino.