Cronaca

Processo al sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa si difende: «Dirò la verità»

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Con l’inizio del processo che lo vede tra gli imputati, il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, ha scelto di parlare apertamente, ribadendo con fermezza la propria innocenza. Le sue parole, pronunciate prima dell’udienza, riflettono uno stato d’animo complesso: da un lato la consapevolezza di trovarsi in una situazione difficile, dall’altro la convinzione che il processo rappresenti finalmente l’occasione per chiarire ogni aspetto della vicenda. Ceffa ha sottolineato come il dibattimento, essendo pubblico, permetterà a chiunque di seguire direttamente le udienze e farsi un’idea autonoma dei fatti.

Il procedimento coinvolge anche altre figure di rilievo, tra cui l’ex europarlamentare Angelo Ciocca e l’imprenditore Alberto Righini, entrambi accusati di tentata corruzione. Si tratta di un’inchiesta che tocca diversi ambiti della realtà locale, intrecciando politica e attività imprenditoriale in un quadro che la magistratura è ora chiamata a ricostruire nel dettaglio. Le prime udienze sono dedicate alle testimonianze dell’accusa, con l’ascolto di operatori della polizia giudiziaria e di alcuni consiglieri comunali che avrebbero avuto un ruolo o una conoscenza diretta degli eventi.

Al centro della vicenda vi è la cosiddetta “congiura di Sant’Andrea”, un passaggio politico delicato che risale al novembre 2022, quando una parte dei consiglieri tentò di far cadere la giunta di centrodestra capitanata dal primo cittadino leghista. Il tentativo non andò a buon fine grazie al ritiro delle dimissioni da parte del consigliere Riccardo Capelli, ma lasciò il sindaco con una maggioranza estremamente risicata. Da quel momento, l’equilibrio politico dell’amministrazione si è mantenuto fragile, esposto a continue tensioni.

Secondo l’accusa, proprio in quella fase Ceffa avrebbe cercato di consolidare la propria posizione attraverso un presunto accordo con la consigliera Roberta Giacometti, alla quale sarebbe stata offerta una consulenza annuale da 6mila euro in cambio del sostegno politico. Si tratta di un’ipotesi che il sindaco respinge con decisione, sostenendo da sempre che i fatti contestati non corrispondono alla realtà.

Il processo, presieduto dalla giudice Elena Stoppini, si inserisce in un momento particolarmente delicato per la città. Le elezioni comunali, previste per il 24 e 25 maggio, fanno da sfondo a una vicenda che inevitabilmente influenzerà il clima politico locale. Ceffa, eletto nel 2020, ha già annunciato che non si ricandiderà, spiegando di voler evitare ulteriori divisioni all’interno del centrodestra.

In questo contesto, il dibattimento assume un valore che va oltre la dimensione giudiziaria. Per la comunità di Vigevano rappresenta un passaggio importante, sia per chiarire le responsabilità individuali sia per ristabilire un clima di fiducia nelle istituzioni. Mentre il processo entra nel vivo, resta alta l’attenzione dei cittadini, chiamati a seguire con consapevolezza un momento cruciale per la vita pubblica della città.