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A Broni la casamuseo Scovenna svela un tesoro del Novecento

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Nei giorni scorsi a Broni la Fondazione Rosanna e Tino Scovenna ha aperto le porte della propria casamuseo, accogliendo visitatori e appassionati in un percorso immersivo tra le opere di una collezione che rappresenta un prezioso spaccato dell’arte italiana del Novecento. L’iniziativa, promossa dal Club di Territorio Voghera-Oltrepò del Touring Club Italiano, ha offerto l’occasione per riscoprire un patrimonio ancora poco conosciuto ma di grande valore culturale.

La raccolta, voluta da Tino Scovenna insieme alla moglie Rosanna, comprende oltre trecento opere tra dipinti e lavori grafici firmati da protagonisti di primo piano come Marcello Dudovich, Giuseppe Migneco, Renato Guttuso, Ernesto Treccani e Renato Birolli, accanto ad artisti legati al territorio lombardo in un dialogo tra dimensione locale e respiro nazionale.

Tra le figure più rappresentative spicca Alfredo Mantica, di cui la Fondazione conserva disegni e documenti che ne raccontano l’intero percorso creativo, dalle influenze parigine fino alle opere mature realizzate proprio a Broni. Accanto a lui emerge anche Contardo Barbieri, artista di rilievo internazionale, e Ugo Rebasti, esponente della pittura chiarista.

Il percorso si arricchisce inoltre di importanti presenze ottocentesche, come Giovanni Carnovali e Tranquillo Cremona, che ampliano lo sguardo storico della collezione. A guidare i visitatori è stato lo storico dell’arte Luca Pirrello, offrendo una lettura approfondita delle opere. Intanto la Fondazione prosegue il lavoro di valorizzazione, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile questo patrimonio al pubblico.