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Sanremo 2026: tra commozione, grandi ambizioni e polemiche la prima conferenza stampa ufficiale

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È scattata ufficialmente la settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo con la prima conferenza stampa tenuta oggi, 23 febbraio 2026, al Teatro Ariston di Sanremo, davanti a giornalisti accreditati, addetti ai lavori e operatori della comunicazione, a meno di 24 ore dall’inizio della kermesse (che andrà in onda dal 24 al 28 febbraio su Rai1).

Al centro della sala stampa, come da tradizione, il direttore artistico e conduttore Carlo Conti – per l’ultima volta alla guida del Festival – e la sua co-conduttrice per tutte le cinque serate, Laura Pausini, protagonisti di un’ora intensa di dichiarazioni, aneddoti e anticipazioni.

Un Festival “baudiano”: la dedica a Pippo Baudo

Il leitmotiv che ha attraversato l’incontro con la stampa è stato senza dubbio il forte omaggio a Pippo Baudo, storico volto della manifestazione e scomparso lo scorso agosto, che per anni ha incarnato l’essenza stessa della musica italiana sul palco dell’Ariston.

Conti, visibilmente emozionato, ha parlato della scelta di dedicare l’intera edizione al grande conduttore, definendolo “un faro” e sottolineando come il Festival sia legato alla sua figura tanto nella forma quanto nella sostanza. La sua voce si è spezzata più volte mentre ricordava l’eredità umana e artistica di Baudo, lasciando trasparire la profonda gratitudine e rispetto nei confronti del maestro della televisione italiana.

Per sottolineare questo tributo, alla serata inaugurale saranno presenti in platea anche i figli di Baudo, e un omaggio speciale verrà reso durante l’apertura ufficiale, con materiali e accenti emotivi dedicati a chi ha fatto la storia di Sanremo.

Conti: tra ironia, polemiche e libertà di pensiero

Carlo Conti non si è sottratto alle domande più spinose, anzi. Ironico e combattivo, il direttore artistico ha più volte scherzato con i giornalisti sulla sua “quota di innovazione” nel contest e sulle polemiche che circondano il Festival ogni anno, da chi critica il cast agli attacchi che puntano a trovare in ogni frase un contenuto politico.

Una delle battute più citate ha riguardato le voci sul suo presunto “avvicinamento politico”: «Vi ricordo che qualcuno di voi ha detto che ero renziano, ora divento meloniano… domani divento cinquestelliano» – ha risposto con ironia, ribadendo con forza la propria indipendenza e libertà professionale.

Sulla possibilità che la premier Giorgia Meloni possa essere ospite sul palco dell’Ariston, Conti ha chiuso ogni speculazione con garbo ma decisione, ricordando che il Festival è un evento della musica italiana e non ha bisogno di «ospiti immaginari» per esprimere la sua forza culturale e popolare; e ha aggiunto scherzosamente che se Meloni volesse davvero partecipare, «basterebbe comprare un biglietto come tutti gli altri» cittadini.

Laura Pausini: emozione, carriera e amore per il pubblico italiano

Al fianco di Conti per tutte le cinque serate, Laura Pausini ha raccontato la sua emozione per questo ruolo: un ritorno al Festival che per lei ha un valore profondamente personale, trattandosi di uno dei palcoscenici che le ha dato notorietà all’inizio della carriera.

Pausini ha detto di sentirsi amata dal pubblico italiano, nonostante le critiche che talvolta possono emergere, soprattutto attraverso i social, e ha sottolineato come il suo rapporto con il pubblico sia basato sulla sincerità e sul confronto diretto.

La cantante ha anche rivelato di aver sentito Baudo qualche tempo prima dell’inizio dei preparativi per il Festival, e di aver avuto da lui parole di incoraggiamento che l’hanno accompagnata fino a questa nuova avventura sanremese.

Fiorello: incursione da “La Pennicanza” e un po’ di ironia satirica

La conferenza è stata colorata anche da un’incursione a sorpresa via video di Fiorello, collegato dalla sala stampa con uno smartphone, proponendo – con tono ironico e provocatorio – che Conti possa essere co-conduttore di una puntata della sua trasmissione radiofonica La Pennicanza e augurando “tante polemiche” per tutta la settimana del Festival.

Conti ha risposto con spirito, dichiarandosi disponibile a collegarsi da casa se il suo impegno lo permetterà, mentre Fiorello ha annunciato che interverrà per tutta la durata del Festival tramite un megaschermo nei pressi dell’Ariston, con commenti live e interazioni sui social network, insieme al collega Biggio.

Il Festival tra tradizione e modernità

Quella che sta per partire è un’edizione che fonde nostalgia e innovazione. Da un lato, la scelta di dedicare questo Festival all’eredità di Pippo Baudo ribadisce l’importanza delle radici storiche della manifestazione; dall’altro, la presenza di co-conduttori internazionali e volti trasversali – come attori, influencer, musicisti e star – testimonia l’intento di far dialogare la tradizione con la contemporaneità.

Negli ultimi anni il Festival è diventato un vero fenomeno culturale e mediatico, capace di generare dibattito, numeri di ascolto impressionanti e impatto sui social, tanto che progetti come l’Human Index e altri strumenti di misurazione social stanno entrando in maniera organica nel racconto quotidiano dell’evento.

Conclusione: un Festival di Sanremo tra cuore, emozioni e spettacolo

La conferenza stampa inaugurale di Sanremo 2026 ha messo in luce un Festival che non vuole solo competere con se stesso, ma affermarsi come momento di spettacolo, memoria collettiva e dialogo con il pubblico di tutte le età. Tra ricordi commossi, ironie taglienti e promesse di grande spettacolo, Carlo Conti e Laura Pausini hanno preparato il terreno per cinque serate che promettono di essere ricche di musica, emozioni e—spesso—di sorprese.