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Pavia amplia la no tax area e rende l’università più accessibile

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L’Università di Pavia compie un passo importante verso una maggiore equità nel diritto allo studio, approvando una riforma della contribuzione che amplia in modo significativo la platea degli studenti esentati dal pagamento delle tasse. Il Consiglio di amministrazione ha dato il via libera all’estensione della no tax area fino a 32mila euro di Isee, superando nettamente la precedente soglia fissata a 23mila euro e rendendo l’ateneo il primo in Italia a oltrepassare il limite dei 30mila.

L’impatto della misura è rilevante: il 45% degli studenti non dovrà più sostenere alcun costo per l’iscrizione, contro il 12% attuale. Allo stesso tempo, circa il 70% della popolazione studentesca beneficerà di una riduzione delle tasse, mentre eventuali aumenti interesseranno una quota minima e concentrata nelle fasce di reddito più alte, sopra gli 80mila euro di Isee.

La riforma, proposta dal rettore Alessandro Reali, punta a rafforzare il carattere inclusivo dell’università, ampliando le opportunità di accesso senza rinunciare alla qualità della didattica e della ricerca. Lo stesso rettore ha sottolineato come il diritto allo studio rappresenti un valore fondamentale, ricordando anche la prestigiosa tradizione dell’ateneo, costruita su figure come Volta, Golgi e Foscolo.

Con questo intervento, l’Università di Pavia conferma la volontà di investire sui giovani e sul loro futuro, offrendo a un numero sempre maggiore di studenti la possibilità di intraprendere un percorso accademico senza che le condizioni economiche rappresentino un ostacolo.