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Visita oculistica dopo 15 mesi: la protesta di un paziente pavese

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Più di un anno di attesa per una visita specialistica. È l’esperienza vissuta da un paziente pavese di 65 anni, che ha deciso di raccontare la propria vicenda dopo aver letto gli ultimi articoli dedicati al problema delle liste d’attesa nella sanità pavese. L’uomo aveva richiesto una visita oculistica nel luglio 2025, ma l’appuntamento gli è stato fissato alle cliniche Maugeri soltanto per ottobre 2026, con un’attesa complessiva di quindici mesi.

Un tempo enorme se si considera che l’impegnativa in suo possesso era classificata come “D”, categoria che dovrebbe garantire la prestazione entro trenta giorni. «Non voglio fare polemica con nessuno, ma queste esperienze ti fanno sentire preso in giro e mancano di rispetto ai cittadini», racconta Temporali.

Il sessantacinquenne è seguito da anni per una maculopatia, patologia che provoca un progressivo annebbiamento della vista soprattutto nella parte centrale del campo visivo. Una condizione che richiede controlli periodici e monitoraggio costante, motivo per cui l’attesa accumulata ha generato forte preoccupazione.

La sua storia mette in evidenza una situazione che molti pazienti denunciano ormai da tempo: le attese reali possono risultare molto più lunghe rispetto ai tempi medi comunicati dalle aziende sanitarie attraverso i report ufficiali. Secondo i dati disponibili, alcune strutture della provincia riescono a garantire entro i tempi previsti appena la metà delle visite oculistiche classificate con priorità breve, mentre in altri casi le attese medie superano già i tre mesi.

La vicenda di Temporali mostra però come, dietro alle statistiche, esistano situazioni concrete ben più pesanti, che alimentano frustrazione e senso di abbandono tra i cittadini. Il problema delle liste d’attesa continua così a rappresentare uno dei temi più delicati per il sistema sanitario territoriale, soprattutto per chi convive con patologie croniche e necessita di controlli frequenti.